37.304, Confs: L’italiano Possibile: Sguardo Verso I Limiti Della Variazione Diatopica (Switzerland)
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Wed Jan 21 16:05:02 UTC 2026
LINGUIST List: Vol-37-304. Wed Jan 21 2026. ISSN: 1069 - 4875.
Subject: 37.304, Confs: L’italiano Possibile: Sguardo Verso I Limiti Della Variazione Diatopica (Switzerland)
Moderator: Steven Moran (linguist at linguistlist.org)
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Date: 20-Jan-2026
From: Laura Baranzini [laura.baranzini at ti.ch]
Subject: L’italiano Possibile: Sguardo Verso I Limiti Della Variazione Diatopica
L’italiano Possibile: Sguardo Verso I Limiti Della Variazione
Diatopica
Short Title: ita-possibile
Date: 19-Nov-2026 - 21-Nov-2026
Location: Bellinzona, Switzerland
Contact Email: decs-olsi at ti.ch
Meeting URL: https://www.ti.ch/olsi-convegno
Linguistic Field(s): Sociolinguistics
Subject Language(s): Italian (ita)
Submission Deadline: 30-Apr-2026
L’italiano possibile: sguardo verso i limiti della variazione
diatopica
Convegno per i 35 anni dell’Osservatorio linguistico della Svizzera
italiana
Bellinzona, 19-21 novembre 2026
Fondato nel 1991, l’Osservatorio linguistico della Svizzera italiana
(OLSI) da 35 anni si occupa di sociolinguistica dell’italiano in
Svizzera. In occasione di questo anniversario, sulla scia dei
precedenti convegni (le diverse edizioni di Linguisti in contatto),
vogliamo rinnovare questa opportunità di incontro tra linguisti e
linguiste, invitando a partecipare coloro che si interessano ai
fenomeni di variazione geografica dell’italiano in Italia, in Svizzera
e nel mondo.
In particolare, questo convegno vuole spingere a riflettere insieme
sulle aree “ai confini della variazione”, dove teoricamente si possono
collocare dei limiti tra ciò che è comunemente accettato dai parlanti
come fenomeno possibile di variazione e ciò che non lo è – al di là
della norma più strettamente intesa. I rapporti tra possibile e non
possibile si influenzano anche in direzione opposta, cioè forzando o
suggerendo alcune abitudini linguistiche presentate come possibili ma
che non si manifesterebbero spontaneamente.
I temi che si prestano ad essere sviluppati nei diversi interventi,
con riflessioni più generali o a partire da casi particolari,
comprendono quelli elencati qui di seguito in modo non esaustivo:
i processi di normativizzazione dell’italiano regionale in prospettiva
sincronica: come si forma la norma regionale? Quali forze intervengono
in questo processo? Come si articolano i rapporti tra la norma d’uso e
la norma codificata? Come si può rendere conto delle possibilità
esterne alla norma? O ancora, qual è il rapporto tra variazione
regionale e ristandardizzazione dell’italiano? Ci sono forme possibili
di regionalizzazione “senza i dialetti”, quando non c’è (più) una base
dialettale? In una situazione di italiani regionali in contatto, con
una progressiva perdita della marcatezza regionale e la comparsa di
forme composite d’italiano, è ancora possibile individuare delle
varietà regionali?
Il percorso di standardizzazione dell’italiano e la costruzione
dinamica della norma in prospettiva diacronica: come si sono
influenzati a vicenda standard “nazionale” e italiani regionali nelle
diverse fasi storiche che si sono succedute dalla comparsa dei volgari
italiani ad oggi? Come si è intervenuti sulla codificazione della
norma escludendo alcuni “italiani possibili” o includendone altri?
Come si articolano le dinamiche che portano alla promozione a standard
di forme regionali e rispettivamente al declassamento a regionali di
forme standard? Come sono cambiati i rapporti di forza e gli equilibri
tra le diverse entità coinvolte nella costruzione della norma, da
quelle più implicite, interne alla comunità dei parlanti, a quelle più
esterne, esplicite e riconoscibili?
L’italiano regionale nella didattica: qual è il ruolo della scuola
nella definizione della norma linguistica? Come è cambiato nel tempo?
È possibile identificare delle tendenze generali che caratterizzano
l’atteggiamento verso la variazione diatopica al di là degli
interventi di singoli insegnanti, esperti o istituti? Se queste
tendenze esistono, sono consapevoli?
Italiano regionale e italiano “statale”: In Svizzera l’italiano è
lingua ufficiale a livello nazionale e a livello cantonale nel Ticino
e nei Grigioni. Qui può presentarsi come marcato diatopicamente ma
poco marcato diafasicamente, perché i suoi tratti caratteristici non
dipendono soltanto dal contatto con il sostrato dialettale e compaiono
in tutti i tipi di produzione linguistica. Qual è il rapporto tra
regionalità e marcatezza diatopica nel contesto di una varietà di una
lingua pluricentrica? Come avviene in questo caso la costruzione di
una norma allo stesso tempo regionale e nazionale?
Italiano regionale e italiano artificiale: quale ruolo avranno
l’intelligenza artificiale e la produzione di testi basata sui grandi
modelli nei processi di normativizzazione e standardizzazione? I
rapporti tra le diverse manifestazioni linguistiche regionali
rimarranno invariati? O i testi prodotti dall’intelligenza
artificiale, diventando a loro volta testi modello, favoriranno i
tratti dominanti e porteranno a un livellamento delle scelte
linguistiche verso delle macro-varietà più standardizzate?
Variazione diatopica e altre dimensioni di variazione: in quale modo
possiamo applicare alle altre dimensioni di variazione le stesse
considerazioni? Ci sono dei limiti alle “possibilità dell’italiano”
anche nelle zone basse della diastratia e della diafasia? Dove finisce
(e dove comincia) la violazione della norma? All’interno di queste
zone ci sono scelte linguistiche non accettate dai parlanti? Quali
sono i criteri con cui si stabiliscono i limiti tra ciò che è
possibile e ciò che non lo è?
Invio dell'abstract:
Gli abstract non dovranno superare i 3000 caratteri spazi compresi
(esclusa la bibliografia). Le proposte di intervento (20 minuti + 10
minuti di discussione) sono da caricare entro il 30 aprile 2026 sulla:
Piattaforma scienceconf: https://ita-possibile.sciencesconf.org/
Calendario:
Scadenza invio abstract: 30 aprile 2026
Notifica accettazione: 30 giugno 2026
Termine iscrizione: 30 settembre 2026
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