37.2769, Confs: (S)confinamenti. Forme, funzioni e crisi dei binarismi (Italy)

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Mon Aug 31 10:05:02 UTC 2026


LINGUIST List: Vol-37-2769. Mon Aug 31 2026. ISSN: 1069 - 4875.

Subject: 37.2769, Confs: (S)confinamenti. Forme, funzioni e crisi dei binarismi (Italy)

Moderator: Steven Moran (linguist at linguistlist.org)
Managing Editor: Valeriia Vyshnevetska
Team: Helen Aristar-Dry, Daniel Swanson
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Homepage: http://linguistlist.org

Editor for this issue: Valeriia Vyshnevetska <valeriia at linguistlist.org>

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Date: 28-Aug-2026
From: Comitato Organizzativo del Convegno dottorale [convegno.binarismi at unimi.it]
Subject: (S)confinamenti. Forme, funzioni e crisi dei binarismi


(S)confinamenti. Forme, funzioni e crisi dei binarismi
Short Title: (S)confinamenti

Date: 20-Jan-2027 - 21-Jan-2027
Location: Milano, Italy
Contact Email: convegno.binarismi at unimi.it
Meeting URL: https://binarismi.unimi.it

Linguistic Field(s): Ling & Literature

Submission Deadline: 15-Sep-2026

I cicli XL e XLI del Dottorato in Studi linguistici, letterari e
interculturali in ambito europeo ed extra-europeo dell’Università
degli Studi di Milano organizzano il convegno dottorale biennale dal
titolo “(S)confinamenti. Forme, funzioni e crisi dei binarismi.” In
questa occasione si intende avviare una riflessione multidisciplinare
sul concetto di binarismo, inteso non come semplice coppia di
elementi, ma come configurazione relazionale in cui i termini si
definiscono reciprocamente, instaurando rapporti di tensione e
complementarità. In particolare, il convegno mira a esaminare le
modalità con cui i binarismi si configurano e producono significato,
le condizioni storiche e teoriche che ne determinano la crisi e le
possibili ristrutturazioni nei sistemi linguistici, letterari e
culturali.
La linguistica ha tradizionalmente fatto ricorso a strutture binarie
per modellizzare il funzionamento delle lingue. Già Saussure definisce
le opposizioni distintive come gli assi portanti del sistema
linguistico (significante/significato, langue/parole), mentre Jakobson
ne formalizza il ruolo nella fonologia attraverso i tratti binari,
rendendo l’opposizione una vera e propria matrice strutturale. Anche
Chomsky ha consolidato dicotomie fondamentali (competenza/performance,
grammatica/uso, struttura superficiale/struttura profonda) che hanno
influenzato a lungo il dibattito teorico. Tuttavia, la natura
categorica di tali opposizioni è stata gradualmente messa in
discussione. Emblematico è il caso della linguistica cognitiva (Lakoff
& Johnson, 1980; Croft & Cruse, 2004) che pone il significato alla
base delle strutture grammaticali, superando così l’opposizione
lessico/significato e grammatica, ma anche l’assunto che conoscenze e
abilità linguistiche ed extralinguistiche costituiscano due entità
dicotomiche. Sulla scia di questi postulati si colloca la Grammatica
delle Costruzioni (cfr. Fillmore, Kay & O’Connor, 1988; Goldberg,
2006) che, proponendo una rilettura non dicotomica della dualità
grammatica-lessico, ha permesso a sua volta di superare una visione
modulare del linguaggio.
Allo stesso modo, nelle teorie del contatto tra lingue emergono
fenomeni di ibridazione che destabilizzano le opposizioni nette tra
varietà linguistiche, dando luogo a spazi intermedi e sistemi
complessi. Ne sono un esempio il prestito linguistico (Haugen, 1950) e
il code-switching (Bullock & Toribio, 2009; Gardner-Chloros, 2009),
entrambi manifestazione dell’incontro tra varietà linguistiche e
identità distinte. Altri fenomeni di interferenza linguistica, tra cui
la formazione di lingue pidgin e creole, contribuiscono al
dissolvimento della dicotomia di sistemi linguistici separati.
Nel campo degli studi di genere la concezione binaria del sesso è
stata progressivamente messa in discussione, con una visione del
genere come processo discorsivo e situato nelle relazioni e nelle sue
performance (Butler, 1990). In questo contesto, il linguaggio si
configura come uno degli spazi di negoziazione e visibilità delle
identità. Sviluppi rilevanti in questa direzione provengono dagli
studi sulla multimodalità e sulla comunicazione digitale, che mostrano
come la costruzione del sé avvenga attraverso l’interazione di risorse
verbali, visive e performative.
La traduzione, intesa come pratica creativa che mette in relazione
dialogica sistemi linguistici e culturali differenti (Hutcheon, 2006),
si configura come uno dei luoghi in cui tali dinamiche di
attraversamento e negoziazione si rendono maggiormente visibili. Essa
implica infatti un atto di mediazione in cui diventa fondamentale
garantire tanto il rispetto dell’alterità, quanto la comprensibilità
del discorso, nonostante le differenze interlinguistiche e
interculturali (Bassnett, 2011). In questo senso, la traduzione non
può essere ridotta a una mera trasposizione binaria da un codice a un
altro, con il conseguente rischio di stereotipizzazione, ma si
configura piuttosto come un processo di valorizzazione delle sfumature
linguistiche e simboliche del testo di partenza.
Il concetto di binarismo è stato ampiamente indagato negli studi
letterari sia come struttura oppositiva sia come principio di
complementarità e rispecchiamento. Una delle sue espressioni più
ricorrenti è la figura del doppio, attraverso cui la letteratura
rappresenta dinamiche di scissione e duplicazione identitaria. In
questa prospettiva, il Doppelgänger si configura come una modalità
privilegiata di messa in scena della crisi dell’unità del soggetto:
Rank (1925) lo interpreta come manifestazione di un conflitto psichico
e identitario, mentre Freud (1919) lo collega alla dimensione
perturbante generata dal ritorno del rimosso. La moltiplicazione
dell’io non costituisce dunque soltanto una variazione del dualismo,
ma diviene un dispositivo attraverso cui la letteratura articola la
frammentazione e la pluralità del soggetto moderno.
La teoria della letteratura ha a lungo fatto ricorso a strutture
binarie per classificare generi e sistemi testuali, fondandosi su
“un’architettura del doppio” di matrice aristotelica (alto/basso,
epica/romanzo, tragedia/commedia), che riflette e al tempo stesso
produce gerarchie e rapporti di potere nei processi di canonizzazione.
Sono i recenti turns – material (Latour, 1991), cultural (Jameson,
1998), affective (Ahmed, 2010) e visual (Boehm & Mitchell, 2013), tra
gli altri – che hanno contribuito a spostare progressivamente
l’attenzione verso forme di scrittura che mettono in crisi le
tassonomie generiche tradizionali, attraversano i confini linguistici
e culturali e danno luogo a identità narrative plurali.
Un contributo decisivo è venuto dagli studi visuali e intermediali che
indagano tutti quei fenomeni di interazione, contaminazione e
migrazione tra media diversi (Rajewsky, 2005; Kozak, 2015).
Parallelamente, gli studi culturali hanno mostrato come i binarismi
non costituiscano dati naturali o stabili, ma siano piuttosto il
prodotto di pratiche discorsive e di processi storici di costruzione
del significato (Hall, 2003). È stato evidenziato come molte di queste
opposizioni si radichino nelle matrici epistemologiche della modernità
occidentale, che ha spesso organizzato il pensiero e l’interpretazione
del mondo attraverso logiche dicotomiche (Quijano, 1997). Alla luce di
questi sviluppi, nel dibattito contemporaneo si sta facendo pertanto
sentire con sempre maggiore urgenza la necessità di andare oltre le
strutture dicotomiche. Le opposizioni non si configurano più come
coppie chiuse e autosufficienti, bensì come campi dinamici
attraversati da Contact Zones (Pratt, 1992), Borders (Anzaldúa, 1987)
e Third Spaces (Bhabha, 1988). I binarismi vengono così riletti non
solo come dispositivi ordinatori, ma come spazi di tensione,
attraversamento e trasformazione.
Linee tematiche:
Dottorande e dottorandi, assegniste e assegnisti di ricerca e giovani
ricercatrici e ricercatori sono invitate/i a partecipare con proposte
che esaminano i binarismi non come strutture statiche, ma come
dispositivi dinamici. In particolare, i contributi potranno afferire,
ma non saranno limitati, alle seguenti linee tematiche:
- Verso una visione organica della lingua: modalità di superamento
della concezione modulare del linguaggio;
- Contatto linguistico: incontro, scontro e superamento delle
divergenze linguistiche e culturali;
- Decostruire il binarismo di genere: tra teoria, lingua e
multimodalità;
- Tradurre l’alterità: valorizzazione e negoziazione delle sfumature
linguistiche, letterarie e culturali;
- Figure dell’ambiguità: applicazione, messa in crisi e rinegoziazione
del tema del doppio;
- Binarismi sotto esame: prospettive critiche, epistemologie situate e
decostruzione dei saperi normativi;
- Oltre i binarismi: pratiche discorsive, testuali e multimodali che
elaborano contro-narrazioni e modelli alternativi.
Istruzioni per l’invio delle proposte:
Si accettano proposte per presentazioni della durata di 20 minuti. Le
lingue degli interventi sono l’italiano e l’inglese.
Per candidarsi è necessario inviare entro il 15/09/2026 all’indirizzo
e-mail: convegno.binarismi at unimi.it.
1) Un file word anonimo denominato [Proposta_Binarismi_2026] che dovrà
contenere le seguenti informazioni:
- Titolo della proposta
- Abstract (in italiano o inglese) di max. 250 parole in Times New
Roman 12, interlinea 1,5
- Parole chiave della proposta (4)
- Bibliografia (massimo 10 riferimenti)
2) Un file pdf denominato [Bio_CognomeNome_2026] che dovrà contenere
le seguenti informazioni:
- Nome e cognome dell’autore/dell’autrice
- Affiliazione istituzionale
- Indirizzo email
- Bio di max. 150 parole
Costi:
La partecipazione al convegno e alla call è gratuita, le spese di
viaggio e pernottamento saranno a carico dei partecipanti.
Date importanti:
Deadline invio abstract: 15 settembre 2026
Comunicazione di conferma/rifiuto: 15 ottobre 2026
Date del convegno: 20-21 gennaio 2027
Sede del convegno: Università degli Studi di Milano
Bibliografia:
Ahmed, S. (2010). The cultural politics of emotion (2nd ed.).
Edinburgh University Press.
Anzaldúa, G. (1987). Borderlands – la Frontera: The new mestiza (2a
ed.). Aunt Lute Books. Bhabha, H. (1988). The Location of Culture.
Routledge.
Bassnett, S. (2011). Reflections on translation (1st ed.).
Multilingual Matters.
Boehm, G., & Mitchell, W. J. (2013). “Pictorial versus iconic turn:
Two letters.” In The pictorial turn (pp. 8-26). Routledge.
Bullock, B. E., & Toribio, A. J. (2009). Themes in the study of
code-switching. In B. E. Bullock & A. J. Toribio (Eds.), The Cambridge
handbook of linguistic code-switching (pp. 1–18). Cambridge University
Press.
Butler, J. (1990). Gender trouble: feminism and the subversion of
identity. Routledge.
Croft, W., & Cruse, D. A. (2004). Cognitive linguistics. Cambridge
University Press.
Fillmore, C. J., Kay, P., & O’Connor, M. C. (1988). Regularity and
idiomaticity in grammatical constructions: The case of let alone.
Language, 64, 501–538.
Freud, S. (2012). Das Unheimliche (1929). Europäischer
Literaturverlag.
Gardner-Chloros, P. (2009). Code-switching (1st ed.). Cambridge
University Press.
Goldberg, A. E. (2006). Constructions at work: The nature of
generalization in language. Oxford University Press.
Hall, S. (2003). Of Diaspora: Identities and Cultural Mediations. Belo
Horizonte: UFMG.
Haugen, E. (1950). The analysis of linguistic borrowing. Language,
26(2), 210–231.
Hutcheon, L. (2006). A theory of adaptation. Routledge.
Jameson, F. (1998). The Cultural Turn: Selected Writings on the
Postmodern (1983-1998). Verso Books.
Kozak, C. (2015). Tecnopoéticas Argentinas. Archivio blando de arte y
tecnología. Caja Negra.
Lakoff, G., & Johnson, M. (1980). Metaphors we live by. University of
Chicago Press.
Pratt, M. (1992).  Imperial Eyes: Travel Writing and Transculturation.
Routledge.
Quijano, A. (1997). La colonialidad del saber: eurocentrismo y
ciencias sociales perspectivas latinoamericanas. Consejo
Latinoamericano de Ciencias Sociales CLACSO.
Rank, O. (1925). Der Doppelgänger. Eine Psychoanalytische Studie.
International Psychoanalytic University Berlin. Rajewsky, I. (2005)
Intermediality, intertextuality, and remediation: A literary
perspective on intermediality. Intermédialités/ Itermediality, 6,
43-64.



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